
Napoli, il sole e il Comicon.
3 parole che di solito verso fine aprile riecheggiano nella bocca di tutti i fumettari professionisti e non e continuano a riecheggiare per un po' di tempo, almeno fino a che la fiera seguente non ne cela il ricordo...
Napoli, il sole e il Comicon... la prima c'era, in tutta la sua stranezza e volubilità; Lei è La Città, più di Roma, di Milano, è un luogo a sé fatto di tempi e modi suoi così come gli abitanti.
Il Sole... beh quando siamo arrivati giovedì sembrava non esistere più, se non fosse stato per l'accento tipico, forse potevamo immaginare di essere in una fredda e grigia città più a nord del nord , poi si è ripreso ed è tornato a baciarci, democratico come sempre.
Il Comicon...qui le mie parole tentennano.
Ho sempre considerato questa manifestazione la migliore in assoluto, meglio anche di Lucca, che per quanto bella è oltremodo caotica e "manghizzata"; ma quest'anno il Comicon ha avuto un che di poco professionale, forse un po' troppo sponsorizzato e per questo un po' meno "culturale" degli altri anni.
Nulla da dire sulle mostre, bellissime di altissima qualità: Carnevale e Liberatore sono icone di due modi ed epoche diverse di fare fumetto, illustrazione, disegno, ma entrambi hanno una forza nel "dire" attraverso le immagini da restare senza fiato; il primo voce di un fumetto moderno tutto immagine e prepotenza di colore e tratto, il secondo invece sublime nella tecnica e incisivo nel messaggio che arriva senza mezzi termini a chi vede le sue opere.
Ma perchè allora mettere a fare le firme il povero Leo Ortolani accanto all'entrata della mostra di tavole originali, quando nessuno e dico nessuno dei presenti per farsi fare il "disegnino" è entrato a sbirciare? Anche perchè in mostra c'erano pure le sue di tavole, ma chissene dirà il lettore di 299, mica sono le tavole che mi interessano, ma il disegnino da nerd si... povero Leo costretto come un automa a disegnare e firmare per ore, senza che nessuno si interessi poi al suo lavoro... il disegno.
Che altro dire, ce ne sarebbe a josa... la postazione di Guitar Hero con altri videogiochi nel punto di passaggio tra area conferenze, corridoio case editrici e spazio XL che creava, inevitabilmente, un tappo quasi impossibile da passare, oppure il fatto che quest'anno i cosplayer sono stati invasivi fino alla nausea, senza rispetto e ritegno per nessuno, come se il loro travestirsi possa significare un'esistenza reale per chi ad un convention del fumetto i fumetti li presenta e li vende...non dubito che molti intenditori o anche solo lettori di fumetti non abbiano osato entrare vedendo quella bolgia di spadone di carta, copricapi mastodontici e culi informi (troppo spesso) che si muovevano nei meandri di Castel Sant'Elmo.
Non sarebbe il caso di spostare il tutto da un'altra parte? Certo il castello è bellissimo,una cornice meravigliosa, ma forse ormai poco adatta ad ospitare un così grande pubblico e inoltre troppo, troppo piccola per ospitare in quei stretti corridoi stand e orde di visitatori.
Ci sarebbe ancora qualcosa da dire, ma concludo sperando che il prossimo anno il Comicon ritorni ai fumetti e ricordando che il Premio Micheluzzi come miglior disegnatore è stato assegnato al nostro ALBERTO PONTICELLI (ma perchè non "Blatta" come milgior libro?).
Grande Alberto, il fumetto, tutto, ringrazia.